🚴🏻 Cologno Monzese – Taormina 2022
– VIA RIMINI –
1. 24/7 Cologno M, Melzo, Cremona, Casalmaggiore 133
2. 25/7 Carpi, Budrio 117
3. 26/7 Lugo, Riccione 130
4. 27/7 Porto Recanati 125
5. 28/7 Montesilvano 117
6. 29/7 Vasto 76
7. 30/7 S. Giov. Rotondo 113
8. 31/7 Ruvo 120
9. 1/8 Metaponto M. 117
10. 3/8 Rossano 117
11. 4/8. Le Castella 123
12. 5/8 Roccella Ionica 117
13. 6/8 Reggio Calabria 116
14. 7/8 Castelmola 79 – totale km1600
24 luglio, parto per Castelmola (Taormina).
É tutto pronto, sono piuttosto attento ai dettagli, la check-list é spuntata. C’è tutto, come al solito porto solo il minimo indispensabile, 17/18kg bagagli, bici e acqua compresi. Tanto? No perché non si tratta della leggerissima bici da corsa ma della Graziella che mi ha regalato il mio amico Renato. Ho apportato giusto qualche modifica sperando possa sopportare meglio i tanti chilometri, guarnitura di nuova generazione, catena e pignone nuovi, attacchi per le borracce e poco altro.
In queste prime tappe ho provato percorsi alternativi, strade secondarie, scorciatoie. Il pericolo numero uno è il caldo. La Graziella é diversa, dalle prime pedalate si capisce che per fare un po’ di strada servirà molta, molta agilità. Le ruote piccole e la mancanza di un cambio, obbligano ad un’alta velocità delle gambe e per molto tempo. La strada è bella e non trafficata ma arrivo a Casalmaggiore dopo le 3 con un caldo infernale. 133km sono più di quanto mi aspettassi di percorrere in un giorno con una media di quasi 20kmh, ma ho dovuto fare più di una sosta.. Hotel, doccia e cena così così, in paese c’è poca scelta. Mi rifarò. 
25 luglio, 2ª tappa, direzione sud est🤠
Parto alle 6:20, un po’ prima. Approfitto della gentilezza del responsabile dell’hotel, che mi ha permesso di anticipare la colazione. 30º alle 7:30 promettono un’altra giornata rovente. Fortunatamente sopporto abbastanza bene il caldo. Dopo litri e litri d’acqua, e qualche coca, dopo cinque o sei soste intorno alle 2 arrivo a Castel Maggiore che sarebbe stata la mia destinazione. Un agriturismo non ha il ristorante, uno più avanti é chiuso, un hotel é carissimo. Così a tentativi, proseguendo sulla strada arrivo a Budrio. All’Hotel San Francesco hanno posto. Carino, é un ex Convento. Anche qui difficoltà per cena, il lunedì a parte le pizzerie è tutto chiuso. Per fortuna quasi tutto, due spaghetti aglio olio e una fetta di torta li trovo.
26 luglio, 3ª tappa, Riccione.
Mi preparo un Buondì e un succo di frutta la sera prima, sveglia alle 5, colazione leggera in camera e alle 5:40 parto. Sempre prima per limitare le ore più calde.
Google Map, il navigatore che sto usando in modalità “bike” mi propone spesso scorciatoie, sterrati che a volte diventano sassaiole e si balla. Dev’essere in una di questi sterrati che uno dei due specchietti si è sfilato. Peccato. Gli specchietti sono applicati ai terminali del manubrio e quando non si usano si ripiegano scomparendo. Li trovo funzionali e li uso anche sulla bici da corsa. Quando mi sono accorto che mancava uno specchietto, sono tornato sui miei passi, ho guardato e riguardato ma niente. Nonostante la stanchezza dovuta al caldo e ai chilometri, l’aria di mare e un ottimo antipasto hanno un potere rigenerante, così decido di aggiungere una decina di chilometri. Alle 3 arrivo a Riccione.
Un po’ stanco ma per ora tutto ok 🤠
27 luglio 4ª tappa, Riccione- Porto Recanati
La giornata inizia con cielo coperto e un po’ di vento. Il percorso fino a Porto Recanati presenta qualche difficoltà, una prima salita per arrivare a Pesaro e la seconda, più corta ma più ripida, ad Ancona. Nonostante la mancanza del cambio riesco a procedere piuttosto bene, sarà anche l’allenamento imposto dagli amici della Polisportiva nelle due mega uscite di giugno: Assisi prima e sulle Alpi Francesi poi. A parte un centinaio di metri al 15% che mi hanno costretto alla spinta della Graziella a piedi, per il resto ho resistito bene. Faticando tanto, ma bene. In cima alla salita di Ancona poi, vengo buttato a mia insaputa su una tangenziale. Non ho incontrato cartelli di divieto e inizialmente sembrava uno svincolo come tanti, poi due corsie per senso di marcia e un paio di gallerie dove le auto passavano ad alta velocità, mi hanno messo il dubbio. Dopo un paio di chilometri mi si affianca un tipo in scooter che mi avverte del divieto, ma ormai cosa potevo fare? Ho pedalato al massimo per i pochi chilometri che portavano all’uscita dall’altro lato della città.
Arrivo a Porto Recanati appena in tempo per godermi lo spettacolo di un forte temporale, al sicuro in un ristorante.
116km, salite incluse, con la media di 20 km/h. Non male
28 luglio 5ª tappa P.to Recanati – Montesilvano (Pesaro).
Alle 5:30 sono in sella dopo una colazione con rollé alla Nutella e succo di frutta, acquistati il giorno prima. Bella giornata non esageratamente calda, 32-34º. Dopo qualche chilometro di ciclabile mi butto sull’amica SS16 che costeggia per lunghi tratti la ferrovia di fianco al bel litorale. La strada è lunga con dei saliscendi non impegnativi. Alle 9:30 mi chiama il compagno di vela Ruggero: dove sei? Ti sto seguendo e dovresti passare da Tortoreto.. Infatti dopo un ora circa ero a casa sua per un caffè. Proseguo piuttosto bene pensando di arrivare a Pescara ma a un certo punto inizia a farsi sentire la fame. E dire che avevo anche fatto una seconda colazione con cappuccio e brioche ai 50km… Mi fermo a Silvi in un bar, sulla statale quando cerchi un locale non arriva mai.. Il bar stava chiudendo ma il gestore, gentilissimo, mi indica una pescheria: “vada lì a 100 metri, sotto i portici, che le fanno qualcosa”. Il locale va citato perché ne vale la pena: Pescheria La Trozza a Silvi. Vendono pesce fresco, ma hanno qualche tavolino dove lo servono ben cucinato. Ho mangiato una padella di spaghetti allo scoglio esattamente come piacciono a me: al dente e senza sughi o salse. Mi sono fermato a Montesilvano alla periferia di Pescara, dove ho trovato un bell’hotel a un prezzo meno caro che in città.
29 luglio 6ª tappa, da Montesilvano a Vasto.
Devo partire dal giorno prima, quando vengo contattato da Andrea, amico di Facebook che, abitando a Pescara, si offre di accompagnarmi per un pezzo di strada. Accetto volentieri, se si ha familiarità con i percorsi di solito è tutta un’altra cosa.
Parto alle 6:30 dall’hotel e alle 7 meno dieci sono in piazza della Rinascita. Ci si trova e si parte seguendo la costa. Il bellissimo Ponte del Mare indica la strada e Andrea conosce ogni angolo del percorso, incluse interruzioni e scorciatoie per riprendere la via. La ciclabile dei Trabocchi é stupenda, costeggia un mare limpido di spiaggette e scogli interrotti di tanto in tanto dalle caratteristiche strutture da cui prende il nome. Usate in passato per la pesca, i Trabocchi, sono strutture in legno reinventate a fantastici ristoranti in mezzo al mare. Proseguendo, il percorso si butta in una riserva naturale con scorci e porticcioli naturali incredibili. Grazie Andrea anche per le delucidazioni sul territorio. Arrivo a Marina di Vasto un po’ conciato anche per il guado nel fango imposto da una scorciatoia. Nessun problema, levo scarpe e caschetto e mi butto in mare, tanto con ‘sto caldo si asciuga tutto in fretta.
Percorsi 76 stupendi chilometri.
30 luglio 7ª tappa, da Vasto a S. Giovanni Rotondo 108km D+1000mt
Dove D+ sta per dislivello positivo. Si perché, in particolare con la Graziella, le salite contano D+… 🤠Ma partiamo dall’inizio.
Parto alle 6 meno 20 circa e si va benissimo. Una prima parte di ciclabile in mezzo a alberi e natura, anche troppa forse visto che incrocio 2 grossi cinghiali prima e una famiglia poi. Una seconda parte percorrendo la SS16, con sali scendi pedalabili e poco traffico. Una terza parte dove, quando mancano circa 25km, inizia la salita. Nota dolente. I pedali diventano duri, cosa succede? Le gambe sono di legno, a parte qualche piccola tratta che permette un minimo di recupero, procedo con un giro di pedale per volta. Ma lento, così lento, che neanche Simone col 25 sulle Dolomiti. E gli amici della Polisportiva sanno a cosa mi riferisco. Mi fermo con ogni scusa: un paese, la pipi, la sete. Il caldo poi non aiuta. Belli i territori brulli tra le cave di Apricena e bello S. Marco in Lamis dove esagero concedendomi una brioche col gelato. Tengo duro e arrivo a S. Giovanni intorno all’una stravolto dalla fatica e dal caldo. I tratti all’8 – 9% li avrò fatti a 5 all’ora. Il pomeriggio, dopo un minimo di relax, lo dedico a un giro al Santuario di Padre Pio.
31 luglio – 8ª tappa, S. Giovanni Rotondo – Ruvo di Puglia. 119km D+602mt
Il percorso inizia nel migliore dei modi, strada in discesa con vento a favore. Purtroppo non è stato tutto così, iniziano presto i sali scendi che con una bici senza cambio fanno la differenza. Si fatica e si suda… Non mancano nel percorso proposto dal navigatore, tratti di sterrato in mezzo a vigne, uliveti, ecc.. così ogni tanto approfitto di qualche frutto maturo. Arrivato in zona Margherita di Savoia la strada ha per chilometri sulla destra lagune e saline e sulla sinistra il mare. Tantissimi i fenicotteri rosa con le lunghe zampe in acqua. Bellissimo. Arrivo a Ruvo per l’una e pranzo nell’unico locale disponibile, il Freestate, dove ho un grande aiuto per trovare un B&B. Grazie ragazzi! Molto disponibili e davvero simpatici, non so come avrei fatto senza di loro, incredibilmente infatti era tutto esaurito nelle tantissime strutture contrattate.
1º agosto 9ª tappa, da Ruvo a Metaponto. 117km D+698mt. Percorsi fin ora 1045km.
A Ruvo di Puglia siamo ad una discreta quota per cui il percorso, se pur con alcune salite, dovrà per forza scendere al mare. Bellissima la strada che attraversa la Foresta Mercadante di Cassano delle Murge, ordinata e pulita come poche zone attraversate, tutto é ben organizzato anche per soste o picnic. Una bella salita ma pazienza. Dopo la foresta il deserto. La strada attraversa una zona brulla punteggiata da enormi pale eoliche e di tanto in tanto, antiche masserie. In questo tratto, vengo attenzionato un paio di volte dai cani: prima due grossi randagi e poi un gruppo di sei cani pastori che non mi mollano, abbaiando e ringhiando. Ho la mia tecnica, fermo immediatamente la bici, scendo e cammino piano. Solitamente funziona, ma col gruppo dei maremmani niente da fare. Stavo per tirare fuori lo spray al peperoncino quando sento urlare: “STEEEE, STEEE…” i cani si bloccano. É il pastore che sbuca da dietro un muretto e con i suoi comandi mi salva la vita. “ a da stà attent”, “ cu li cani férmate, scinn e camina piano”. Mi da dei consigli che conosco bene anche se questa volta me la sono vista brutta. I cani fanno il loro lavoro, evidentemente ero entrato nel territorio sbagliato. Arrivo a Metaponto dopo tanto altro sterrato per evitare un pezzo di Statale Ionica, che però so già di dover fare più avanti.
Superati i 1000km domani mi spetta un giorno per una pausa rigenerante.
3 agosto 10ª tappa, da Metaponto a Rossano Calabro, percorsi altri 117km.
É da quando sono arrivato a Metaponto che non penso ad altro. Che strada farò per raggiungere la Calabria? C’è la Via dei Monti, un tragitto che si inerpica sulle colline circostanti, tra strade e sentieri si allunga di oltre 30 chilometri con bei dislivelli. Senza contare che in molti ci si sono persi. Se no c’è la Superstrada, la famigerata SS106, quattro corsie con spartitraffico e limite a 110kmh che nessuno osserva. Alle 5:40 avevo già percorso la strada che porta verso l’interno e, indovinate? Avevo imboccato la Stada Veloce. Che secondo me poi, é anche più sicura di tante statali, c’è una larga corsia di emergenza e avendo uno specchietto e buone luci si può fare. Sempre che non ti becchi la Polizia. La strada è amica, poche auto e pochi camion, esco dopo una trentina di chilometri per prendere una via secondaria indicata da GoogleMap, ma appena imboccata mi accorgo che non è messa bene. Chiedo informazioni a un carrozziere che con un: “lo fanno in tanti”, mi invita a proseguire sulla 106 fino a Rocca Imperiale. Da lì la strada costeggia spiagge e paesi come piace a me. É deciso, percorrerò la costa ionica. A mezzogiorno arrivo a Corigliano, dove vorrei fermarmi, ma trovo Hotel troppo cari o contrari a tenere la Graziella in camera. Dopo un giro sul lungo mare e una brioche col gelato, proseguo fino a Rossano dove arrivo intorno all’una e mezza. Mamma che caldo!!
4 agosto, 11ª tappa, da Rossano Calabro a Le Castella
Ormai parto sempre alle 5:30, le giornate sono sempre caldissime soprattutto dopo l’una. La tappa non presenta particolari difficoltà, a parte un paio di salite di cui una impegnativa. I cartelli segnano 10%! Dopo la colazione messa a disposizione dall’hotel nonostante l’orario, parto di buona lena sulla statale. Dopo 3 chilometri di pedalate, non so per quale motivo, verifico le tasche posteriori della maglietta e mi accorgo di avere con me le chiavi della stanza. Porca miseria mi tocca fare 6 chilometri in più per riportarle. Me ne faccio una ragione e riprendo il mio viaggio da capo. Costeggio spiagge stupende semi deserte interrotte da paesi tranquilli, più o meno simili tra loro. Tanti i locali a disposizione per mangiare e bere ovunque. Pochi i negozi di bici e ne vorrei uno per controllare almeno una volta la pressione delle gomme. Arrivo a Le Castella presto, faccio un giro nel bellissimo borgo, trovo un hotel stellato a un ottimo prezzo. Doccia e pranzo. Le Castella, con la sua baia impreziosita dalla Fortezza Aragonese sull’isolotto e le stupende spiagge, é sicuramente uno dei posti più belli visti in questo viaggio; da visitare. Tra l’altro lungo il percorso ho incrociato interessanti siti archeologici.
5 agosto, 12ª, da Le Castella a Roccella Ionica – 116km
Mancano le ultime tre tappe, due lunghe sui 120km e l’ultima più corta ma con alcune salite lungo il percorso più l’ascesa a Castelmola all’arrivo. Questa volta controllo bene e consegno le chiavi.. 5:30 partenza con una prima destinazione: Montepaone, a una sessantina di chilometri. Lì infatti incontrerò Carlo, un amico della Lega Navale che trascorre sullo Ionio le vacanze. Strada buona all’inizio, più faticosa a ridosso del paese a causa di un salitone. Dopo un paio di telefonate per concordare un punto di incontro arrivo alla stazione, Carlo mi raggiunge portando un caffè e una brioche siciliana. Il caffè era anche buono! Grazie Carlo, fa sempre piacere scambiare 4 chiacchiere. Riparto e il panorama non cambia. Sempre tutto bellissimo, spiagge, rocce, un faro bianco su un promontorio. Ho passato Crotone con un’altra grande fortezza, Catanzaro, Soverato con spiagge e mare incredibili .. questa costa é bellissima. Anche Roccella Ionica avrebbe un centro storico e un bel castello da visitare ma non ce la faccio proprio.
6 agosto, 13ª e penultima tappa. Da Roccella a Reggio Calabria. 116km vento e salite 🤠
Più che salite, vento. É il vento contrario che più di ogni altra cosa porta allo stremo le forze e annienta psicologicamente il ciclista. Ma ricominciamo. Parto nel migliore dei modi, alle 5:30 come ormai di rito. La strada è bella e le gambe girano, a dire il vero da un paio giorni la gamba sinistra inizia a fare qualche bizza: verso i 90km spunta un dolore dietro al ginocchio, nella parte alta del polpaccio. Proseguo per la bellissima strada che affianca puntualmente la ferrovia a binario singolo di fianco alle spiagge. Passo paesi bellissimi come Gioiosa Ionica e Locri, filmando qualche scorcio col cellulare. Ecco, questa volta già ai 60km di nuovo il fastidio alla gamba. Mi fermo per una seconda colazione, va un po’ meglio, ma poi torna. Tengo duro, pedalo e pedalo nonostante il dolore. Tutto ok fino alla zona del faro di Capo Spartivento. Da lì iniziano anche i problemi col vento. Per i primi chilometri non è fortissimo. Dopo un’oretta di strada é sempre contrario ma diventa forte e poi molto forte. Da dover pedalare con un certo impegno anche in discesa. Faccio un’altra sosta per un succo di frutta, poi mi fermo ad una rotonda, all’ombra a riposare. Vento da nord che si infila nello stretto, in mare si vedono le barche con la prua verso nord che faticano. Onde basse rafficate con schiuma. I panorami sono bellissimi peccato dover lottare per avanzare. Arrivo a Reggio Calabria stanchissimo. Il vento poi cala tra le case e nei sali scendi delle vie strette. Trovo al volo un hotel a buon prezzo vicino al famoso Museo Archeologico che visiterò dopo una doccia. Anche questa é fatta 🤠
7 agosto – 14ª tappa, arrivo a Castelmola 79km D+891mt
Un ultimo sforzo e riuniamo la famiglia, Mariangela e Alice mi aspettano come di consueto in Sicilia, dove proseguiremo le vacanze insieme. Parto da Reggio Calabria, che è una bellissima città, particolarmente vivi e curati i viali del centro e del lungo mare. Avviandomi però verso la periferia il navigatore mi fa scoprire strade dove il degrado la fa da padrone. Una via di un paio di chilometri che é una vera discarica, un peccato mortale, ci si vergogna. Passati i sobborghi, una quindicina di chilometri e sono a Villa S. Giovanni. Imbarcarsi é sempre un’emozione, una foto ci vuole. Sbarco con le poche auto del mattino presto e riprendo a pedalare. La strada la conosco bene, dopo il centro e la periferia di Messina, sali scendi con panorami sempre stupendi. Santa Margherita, Ali Terme, un paesino, via l’altro, ecco la salita in zona Forza D’Agrò. É lì che con mio stupore, raggiungo un cicloviaggiatore, si perché evidentemente ho trovato uno che va più piano di me in salita. Marius é un disegnatore di Dortmund che sta andando a Catania ed é piuttosto carico.. proseguiamo chiacchierando per una decina di chilometri e all’altezza del casello, dopo un selfie, prendo a destra seguendo l’indicazione Taormina- Castelmola. L’ultima salita é impegnativa ma ormai non mi ferma più nessuno. Superata con non poche difficoltà porta Messina, ci si arrampica puntando quel gruppo di case che sembra irraggiungibile. Dietro una ripida curva una sorpresa: la mia Alice con una bottiglia di acqua fresca che mi da il benvenuto. Due minuti e riparto, mancano ancora dei chilometri. Qualche tornante, un ripido curvone e sento gli incitamenti di Mariangela con gli amici in piazza che mi hanno visto dall’altro. É fatta, anche con la più classica delle bici da passeggio si può arrivare ovunque 🤠









