25 luglio, si parte.

Mi accompagna all’aeroporto il grande amico Pietro, abbassiamo i sedili della Golf e carichiamo l’enorme scatolone contenente la bici ben imballata. Ci sta appena appena. Con Pietro e Andrea abbiamo in attivo diverse avventure, la Cologno Monzese – San Remo, poi, Venezia, Roma e quest’anno Innsbruck, tanti stupendi giri in bici che sicuramente replicheremo con altre mete. Questa volta però pedalerò in autonomia, non tutti hanno una moglie e un fratello che ti permettono di rubare tanto preziosissimo tempo alla famiglia e al lavoro.

Arrivato al Dulles Interrnational Airport di Washington in orario, si ritarda per le code interminabili al controllo passaporti. Finalmente esco ma ora piove a dirotto. Prendo un taxi, mi serve grande.. Una volta in stanza rimonto la bici e butto l’imballo, in America i cassoni per l’immondizia sono enormi.

26 luglio, destinazione Richmond VA,

VA sta per Virginia, negli USA meglio specificare lo stato… Parto alle 5:30, la tappa è molto lunga, 180km. Di mattina, il buio prima e la nebbia poi mettono in difficoltà la vista con gli occhiali sempre bagnati. Direzione  US1 sud, dopo aver superato le periferie la strada diventa un percorso stupendo in mezzo a boschi e aree naturali, fiumi, laghi e alberi rigogliosi. Una salita, poi si scende, di nuovo salita e così via per decine di chilometri, tutto il percorso è caratterizzato da interminabili sali scendi. Per me durissimo proseguire, dalle 10 poi un caldo incredibile, il mio termometro ha registrato fino a 36º. 

La tappa prosegue faticosamente per le salite, quando arriva un messaggio dall’app della navigazione. Un allerta con un suono sinistro, tipo sirena. Lavori in corso per diversi km. Poco dopo infatti supero una lunga coda e mi metto per primo davanti all’uomo con la paletta rossa. Quando è il nostro turno per passare, nella sola corsia disponibile, inevitabilmente faccio da tappo, ideona, mi sposto a sinistra dei coni. Pensavo  di far passare le auto e camion veloci, tanto l’asfalto era nuovo ed essendo in bici mi sentivo di poter fare tutto. L’asfalto era appena stato fatto, era liquido per cui sono sprofondato fino a metà ruota spruzzando catrame dappertutto. Solo dopo diversi metri ho potuto riprendere la corsia, la bici è concitatissima, un miracolo che siano rimasti puliti catena e ingranaggi, se no sarei stato già fermo. Al 140º km la crisi, non c’è la facevo più. Un benzinaio con relativo negozio mi hanno salvato, seduto all’ombra, una coka a volte è un toccasana. Un quarto d’ora ed è passata. Ci fosse stato un motel mi sarei fermato lì. Proseguo per i 50 km che mancano facendo le salite a fatica col rapporto minimo. Richmond è una grande città, grattacieli, un gran fiume. Bella ma non ho visto molto, non ne avevo la forza. Arrivo all’hotel stremato alle 4:30 circa, mi butto sul letto e mi sveglio che sono le 9:30. Senza fare il bucato, mangio al fast food vicino, doccia e di nuovo a letto.

27 luglio 120km fino a South Hill VA

Parto utilizzando i capi non lavati, non è il massimo ma capita.. La tappa non dovrebbe presentare grosse difficoltà, sali scendi a parte. Fattibile. 120 chilometri sono relativamente pochi. La stanchezza di ieri è quasi passata, pedalo con disinvoltura, per più di metà percorso vado bene anche in salita. Partendo alle 6, dopo una buona colazione, va decisamente meglio, il giorno prima ero a digiuno. Il meteo aiuta con un po’ di nuvole e un’arietta rinfrescante, ma alle 11 incomincia il caldo vero. A fine luglio si sapeva. A metà percorso circa, mentre stavo ascoltando Radio Deejay negli auricolari, sento che c’è un programma che conosco, si chiama “via Massena”. Stavano parlando di viaggi, così invio un SMS e resto in ascolto, chissà mai che non mi citino. Mi arriva una telefonata, sono quelli della radio che mi chiedono se voglio andare in diretta. Ma subito? Si, dopo la pubblicità. Neanche il tempo di avvisare Mariangela. Mi intervistano e racconto un po’ di questa avventura. Volendo si può sentire l’intervento sul web al minuto 23:53. Mi ha fatto piacere 🙂 Arrivo a destinazione per le 12:30. Bucato,  doccia e poi mi fiondo al Mc Donald per un big Mac e una coka. Compro anche un paio di calze bianche da usare sulle borracce, il catrame ha reso inutilizzabili le altre. Pulirò la bici più avanti, so che è importante ma al momento preferisco scrivere 🤠

28 luglio

143 km e non sentirli, meno salite “solo” +1000mt

Lascio una Virginia di boschi stupendi alternati a centri abitati con prati sempre curatissimi. Anche l’erba ai bordi delle strade sembra dei campi fa golf. Le case distanti tra loro, spesso hanno conformazioni esageratamente all’americana: lungo viale per accedere alla proprietà, lago privato anche molto grande e sullo sfondo villa con patio. Non mancano mai le classiche sedie a dondolo o le grandi poltrone. Si entra in Nord Carolina ma i profili non cambiano. Si legge chiaramente una certa provincialità anche nei comportamenti di chi si vede in giro, molto diverso dagli americani delle metropoli. Tutto è tenuto in perfetto ordine, si vede che molto tempo è dedicato al giardinaggio, tutto è preciso e decisamente chic proprio come le case dei film americani a Natale. 

Gringos con bolidi a 8 cilindri, di frequente, sfrecciano con un rumore assordante di scappamenti senza silenziatore. Qualche volta ho avuto l’impressione di aver fatto da bersaglio per un inchino, un po’ come fece Schettino quando sfiorò lo scoglio del Giglio..

Sto pedalando velocemente in una strada contornata da belle case, quando sento abbaiare. È proprio dietro di me, mi rincorre.  È un cane sicuramente inoffensivo, una specie di bracco, ma con i denti esposti ho paura che mi morda una caviglia. Faccio quello che non si dovrebbe fare, anziché fermarmi, accelero, lui devia verso di me e finisco nel fosso laterale della strada. Poi il cane scappa. Fortunatamente mi sono solo sporcato di fango, la bici ha il comando del freno sinistro stortato, ma lo aggiusto.

Altra scena degna di nota. Sulla destra della strada da lontano vedo decine di uccelli neri, molti appollaiati su un traliccio che guardano in giù, altri sul lato della carreggiata che si danno da fare. Avvoltoi che divorano un cane morto. Che impressione! Ho avuto paura ad avvicinarmi.

Raggiungo Durham passando dalla periferia. Percorro vie secondarie, poco rassicuranti, sono le indicazioni dal “percorso a piedi” del navigatore, che però spesso fa risparmiare diversi chilometri. Dai patii delle case mi salutano persone di colore, sono in tanti, un po’ in tutte le case, stanno lì seduti a far niente, ne ho notati tanti anche in altre città, passando. Alcuni ridono vedendomi salire col rapporto piccolo, ma si sa, le gambe girano e la bici è sempre lì. D’altra parte sono strade che sembra di essere a San Francisco.. 

Arrivo a down town. Carina. Qualche grattacielo e negozi. Mi fanno un paio di foto dei tipi che mi chiedono da dove vengo, dove vado ecc.. ecc.. Finalmente si mangia, pranzo al messicano. Buono. Avevo una fame 🤠

29 luglio, relax, si fa per dire

La quarta tappa mi porta ad Asheboro, North Virginia. Dovevano essere 110km circa invece ne ho fatti 93. Sempre salite e discese per  i tecnici +930 mt. Il navigatore, selezionato sul percorso a piedi, mi ha  fatto attraversare una sessantina di km di boschi e riserve naturali stupende. Strade straordinariamente all’ombra e deserte anche considerando che sono partito alle 6. Nel percorso diversi animali anche se quasi tutti morti 🙁 Per lo più procioni o scoiattoli investiti da auto, però anche un paio di tartarughe in mezzo alla strada che quando sono passato hanno fatto rientrare zampette e testa per proteggersi col guscio, speriamo non abbiano fatto la fine degli altri. Poi due meravigliosi cerbiatti che con un elegante balzo dal lato della strada sono scomparsi nel bosco.

Sono arrivato ad Asheboro presto, erano le 11 circa. Un gelato, un bagno nella bella piscina dell’hotel. Ecco il relax del titolo 🤠

30 luglio destinazione Charlotte NC

Sveglia alle 5 ma alle 4:40 sono già lì che guardo Facebook. Sposto la tenda e guardo fuori, resto un po’ di più a letto tanto piove a dirotto. In questo hotel ho la colazione inclusa, c’è di tutto mi faccio anche un waffel con succo d’acero 😊. Parto per le 6:20 circa che pioviggina, non fa freddo, per cui non metto l’antipioggia. La tappa sarà di circa 130km, tutta sulla NC49 sud. La prima metà è massacrante, il problema sono sempre le lunghe salite, arrivo in cima sudato anche se piove ed è fresco. Il percorso nei primi 50km attraversa i boschi fitti del parco naturale Uwharrie, poi carreggiate larghe e centri abitati. La strada nella seconda parte offre edifici commerciali, moderni. Di frequente si hanno a disposizione i grandi centri con tanti fast food, benzinai e negozi. Qui le salite sono un po’ meno lunghe ma arriverò comunque a oltre D+ 1400mt. Non faccio mai tutta una tirata, trovo sempre una scusa per riposare un attimo, un paio di foto al lago, una sosta per mangiare i biscotti. Ormai ho sempre con me i biscotti morbidi con le gocce di cioccolato, altro che barrette. 

Arrivo a Charlotte stanco come sempre e con una gran fame. Bella! Sky Line da vera metropoli, il corso principale è frequentato da ragazzotti in giacca e cravatta che hanno l’aria di saperne di finanza. Dinamica, sempre provinciale ma dinamica. Nel frattempo aveva ripreso a piovere, mangio ad un baracchino indiano uno speziato ma buono “chicken on rice”. Qualche foto, un’occhiata in giro e riparto verso l’hotel.

Piove e la strada è affiancata dai binari della metro che ogni tanto si deve attraversare negli incroci col passaggio a livello. Scatta il verde, piove sempre, parto ma evidentemente non prendo abbastanza perpendicolarmente i binari bagnati. Finisco a terra! Borracce da tutte le parti, si stacca uno specchietto, il gomito grattugiato, la solita leva del freno storta e mi sembra basta. Un tizio mi chiede se serve un’ambulanza. Direi di no, metto a posto e riparto. Arrivo alle 2 in hotel e mi dicono subito che servono 25$ in più di early booking. Non ci penso nemmeno, aspetterò le 3. Nel frattempo noto un bozzo enorme nella tibia sinistra, un gonfiore grande come una mela. Cazxxx, porcxxx puttxxxx, merdxxx.. non me n’ero neanche accorto.. Chiedo del ghiaccio, non ne hanno e anche se avevo raccontato l’accaduto, evidentemente non interessava. Di già la tipa alla reception non mi era simpatica. Mi collego all’app Booking.com e disdico la camera. Posso farlo gratuitamente fino alle 6. Riparto pedalando verso la destinazione del giorno dopo. Mi fermo alla prima farmacia per il ghiaccio. Sulla strada incrocio un YMCIA. Quanti ricordi. Entro e chiedo se hanno una camera singola. Tanti anni fa, erano ostelli molto in voga. Niente, ora sono tutta un’altra cosa, era infatti un Club, un centro fitness le uniche stanze che hanno sono per i corsi. 

Più avanti trovo un altro hotel è un po’ fuori mano ma è una fortuna averlo trovato. La gamba è gonfia. Ghiaccio, bucato alla washing machine, doccia e cena con Pizza Hut in camera. 

 

31 luglio devo arrivare a Laurens SC

Ennesimo gran premio della montagna! 

Ma andiamo con ordine. Parto per le 6 dopo aver fatto colazione con una fetta della pizza avanzata e della coka. C’era quello! La gamba è ancora gonfia, ho letto sul web che a parte il ghiaccio, in questi casi, pomata, fasciatura e riposo assoluto. Per le prime due sono a posto, per il resto declino.. Sarebbero utili in questi casi i consigli del Compare Renato. Renato è un mago quando si tratta di sistemare traumi vari, lui li ha provati tutti. Nel frattempo si è gonfiato anche il medio della mano sinistra, che in effetti faceva un pochino male. Stesso trattamento della gamba!

Il percorso continua ad essere in mezzo a boschi e parchi, fiumi e laghi e grandi proprietà. Bello! Pedalo bene per i primi 70/80km poi si sente la stanchezza. Me ne accorgo perché non va più bene niente, la posizione sulla sella, il cambio al minimo, nelle lunghe salite servirebbe una corona in più. Fa male tutto. Sosta un po’ più lunga allora. Rifornimento di acqua, mangio una banana, quattro chiacchiere con il gestore curioso e riparto. Pochi chilometri e, altro attacco. Questa volta sono tre cani, fortunatamente non di taglia grossa ma mi inseguono abbaiando furiosi. Ormai è certo se un cane vede una bici, attacca. Fortunatamente la maggior parte sono chiusi o legati. Questa volta freno e mi metto dietro alla bici, la uso per proteggermi brandendola. Funziona! Con molte perplessità arretrano e poi riattaccano due o tre volte. Alzo anche la voce, non si sa mai. Intanto piano piano cammino allontanandomi. Sti cani sono un problema! Arrivo molto stanco dopo 138 duri chilometri. Non c’è molto nei pressi dell’hotel ma un Mc Donald c’è sempre, hanno anche il wi-fi. Ne approfitto per videochiamare Mariangela e Alice che saranno in pensiero. 

1º agosto Athens GA

La frazione di viaggio che mi avrebbe portato ad Athens in Georgia, mi dava un solo grande pensiero, la strada. 170 chilometri caratterizzati da sali scendi con oltre 1600 metri di salita, orografia che mi avrebbe sicuramente messo alla prova. Il tragitto alternativo scelto, per ottimizzare al massimo la distanza, era un puzzle di vie secondarie, tratti di U.S. 78 e stradine varie. Il risultato però prometteva 157 chilometri invece di 170. Parto all’alba ma mi fermo dopo un paio di chilometri da un benzinaio per comprare l’acqua. Chiedo alla negoziante se conoscesse la strada che stavo per fare, non è stata di conforto, mi ha fatto capire che in quella direzione non c’è niente per decine di chilometri. Francamente mi sento più sicuro se percorro strade che, di tanto in tanto, attraversano centri abitati. Con tanti dubbi vado lo stesso. Dopo una mezzoretta di pedalata spedita inizio ad avere problemi con la bici. La cassetta del cambio. Quando cambio rapporto in determinati punti, la catena deraglia, non sta al suo posto con un rumore come di volesse spezzare. Ta  taach, ta tasch, ta taach.. Sono in mezzo al nulla, insisto,  riesco a tenere la catena solo sulle ultime o le prime corone. Non posso andare avanti così per molto. Ma ho anche un altro pensiero. La sera prima, avevo mangiato in un “all you can eat”, il titolare mi aveva dato un contenitore con dolci vari, torta di mele, biscotti ecc. per la colazione. Avevo messo la scatola in polistirolo col mio breakfast legato sulla borsa posteriore. Pedalando pensavo che se per caso mi fossi trovato in zone con orsi, avrei potuto attirarne uno. Ricordo che Yoghi sentiva la torta del Ranger da 3 chilometri. Mi fermo sulla destra di una stradina nel bel mezzo del bosco. Controllo il cambio pensando che comunque non avrei potuto fare chissà cosa. In realtà mi accorgo che ci sono dei dentini di qualche corona piegati. Nelle cadute precedenti evidentemente avevo fatto qualche danno. Con un caccia-gomme di metallo addrizzo alla bene in meglio i denti i che vedo storti. Riparto. Non era come nuova ma saltava molto, molto meno. Di lì a poco i n cerbiatto mi attraversa la strada. Il percorso prosegue, come sempre con fatica, ma bene.. Fino ad un incrocio. Il navigatore mi diceva di girare a sinistra, ma non c’erano strade, o meglio solo un sentiero sterrato. Faccio ricalcolare il percorso, selezionando: percorso in auto, evita autostrade. Se faccio quella allungo di 7 chilometri. Non ho scelta. La nuova strada è rassicurante, in pratica una superstrada con tanto di corsia per le bici segnalata. Le salite e le discese diventano lunghissime, però non c’è più il pensiero degli orsi (esagerato?) o dei cani. 

Arrivo distrutto come al solito in una giornata con cielo coperto alternato a pioggia debole. Fatti 164km D+ 1580mt

Per prenotare l’hotel, un bel gelato col wi-fi e più tardi cena.  Nel locale dove ho cenato, ho sentito due persone parlare italiano, dopo una settimana mi ha fatto piacere 😊

Non è finita, manca il rientro in hotel dopo cena. Saranno state le 7 e un quarto. Cammino frettolosamente verso l’hotel accompagnato da sirene che non si capiva da dove arrivassero ma non promettevano niente di buono. Un suono come i coprifuoco nei film della 2ª guerra. In reception il titolare era preso a vedere la CNN. Un tornado, e stava arrivando proprio ad Athens! Una ventina di minuti ed è venuto giù il mondo. Io ero tranquillo in camera a seguire il tutto alla tele. 

2 agosto Atlanta

113km sotto l’acqua, senza soluzione di continuità. 

In tv avevano detto che avrebbe piovuto ma non pensavo così. Quando sono partito piovigginava appena, ma non c’è voluto molto, una mezzoretta e, acqua a catinelle. Non ha mai mollato. Ogni 15, 20 chilometri mi fermavo. Un biscotto qua, una cioccolata calda la. Chissà cosa avrà pensato chi mi vedeva pedalare sotto l’acqua battente. Per fortuna tutta superstrada, ma quando ti passano di fianco i Super Truck a manetta fanno paura. Questa volta ho indossato il giubbotto anti pioggia e il copri casco, non fanno miracoli ma sono di primissima qualità, traspiranti e con una buona tenuta all’acqua. Ci vorrebbero i tergicristalli per gli occhiali. Anche le borse hanno tenuto bene, sarebbe stato un guaio arrivare a destinazione con anche i ricambi bagnati. 

Arrivo ad Atlanta e ho la conferma che si tratta di una grande metropoli. Non conoscendo l’ambiente avevo preferito non prenotare. Trovo un locale che mi accoglie sotto al patio con la bici, pranzo con wi-fi  e prenoto una camera “scontata” all’Hayatt. Camera al 18º piano in una struttura degna dei grandi hotels di Las Vegas.

3 agosto relax ad Atlanta

Non piove, oggi la giornata è dedicata al riposo. Ho superato i 1100km! 

Anche se il super hotel ha ristoranti bar e quant’altro, esco alle 7 circa per fare colazione. Poco lontano c’è un grande bar dove fanno pane, dolci e ogni ben di Dio. Io sono piuttosto tranquillo, non ho fretta, mi guardò in giro, guardo il negozio, leggo il listino. Poi mi sposto guardo un po’ più avanti e poi ritorno. Stavo verificando se, tra le mille leccornie offerte, avrei trovato le uova all’occhio di bue (sunny side up). L’unica signora, seduta fuori ad un tavolino, mi fa un cenno. Situazione imbarazzantissima! Mi vuole dare un sacchetto con delle cose da mangiare. Effettivamente a quell’ora in giro si vedevano solo clochard ma non mi sembrava di essere messo così male 🙂 Avrà pensato che guardavo la vetrina e non mi potevo permettere la colazione, probabilmente lei aveva lì il pacchetto pronto da dare a chi ne aveva bisogno. Faccio colazione in hotel.

Alle 10 porto la bici in un negozio per una sistematina. Un capannone con tre ragazzi che si danno subito da fare, non mi sembrano professionisti ma, alla fine del lavoro, la catena sembra pulita. Uno dei ragazzi ha lavorato tanto cercando di levare il catrame ormai fuso con la vernice della bici. Davvero gentili, mi hanno anche offerto un the freddo. Più di un’ora di lavoro e quando ho chiesto il conto, non hanno voluto niente perché apprezzavano la mia avventura. Una citazione la meritano: ATLANTA BICYCLE BARN, noleggiano anche bici, bici elettriche, tandem e hand bike. Grazie ragazzi 🤠

Poi il tour obbligatorio: Coca-Cola world, Grande Acquario, Downtown, Hard Rock Cafè incluso. Tutte attrazioni viste da fuori, non mi piace pagare per vedere come è nata la Coca Cola, dovrebbero pagarmi loro, visto che sono uno dei più grandi consumatori.

Ora sono in camera che scrivo, ho notato che camminando mi stanco velocemente.. 

Domani si cambia città, stato e fuso orario 🤠

38 commenti su “Washington DC to San Diego by bike”

  • Direi che è un’ impresa veramente impegnativa che ha bisogno di preparazione, passione, determinazione e, soprattutto, entusiasmo. Prerogative queste di cui Daniele è ben fornito. Schopenhauer diceva:
    ’l’entusiasmo e la volontà nell’uomo devono essere un dogma fondamentale, sono gli elementi in sé, il solo ens realissimum et primarium, il solo elemento metafisico che ci fa raggiungere gli scopi voluti.
    Vai Daniele!!!

  • Complimenti non solo per il grande entusiasmo, già di per se fantastico e di esempio, ma anche per la meticolosa preparazione organizzativa. È bello leggere il tuo diario e avere conferma ancora una volta della tua innarrendevole tenacia, pronto ad accettare le difficoltà. Non è facile rimettersi in sella con gli indumenti e la bici sporchi e vedere che metti in secondo piano questi importanti aspetti pur di segnare su un diario il percorso fatto e le emozioni vissute. Con sincerità : la mia più grande stima.

  • Caro Daniele, vai avanti cosi’. La tua descrizione minuziosa non ha bisogno di immagini o filmati, permette a chiunque di noi che ti segue di immaginare con straordinaria realtà le tue vicissitudini, i paesaggi che attraversi e la tua determinazione. Forza Daniele. Rri miir.

  • Ciao Daniele. Complimenti per la tua tenacia e per la grande passione che ti consente di viaggiare in modo davvero originale !!! Tieni duro e goditi ogni momento che rimarrà scolpito per sempre nei tuoi ricordi
    Facciamo il tifo per te!!

  • Ciao Daniele
    Un abbraccio e un applauso alla tua tenacia che è sempre stata e continua ad essere un esempio di vita.
    Qui domani abbiamo organizzato una gara provinciale per i giovanissimi con la bellezza di 184 iscritti.
    Sarà un bel giorno di bici anche per noi.
    Ti mando un saluto mio e particolare anche dalla nostra associazione A.S.D. velosport conselice, che ti seguira in questa impresa.
    Ciao buona bici e a presto!

  • Va bene così. Va tutto bene, anche la cronaca veloce della giornata é perfetta perché fresca, vera, rubata al riposo, spontanea ma efficace, tutti noi che ti seguiamo abbiamo visto con io tuoi occhi la strada con l’asfalto fresco, i boschi e le salite e quasi quasi ci viene di spingere sui pedali. Vai sereno.
    Aspettiamo ansiosi le prossime cronache.
    Un abbraccio

  • Mi piace come scrivi, mi sembra di essere lì con te. Complimenti Daniele per questo viaggio…..noi qui tifiamo per il tuo successo

  • Vai Daniele !!! Mi sembra di pedalare di fianco a te. .
    I tuoi resoconti sono fantastici e ti sei un grande!!!
    Buona continuazione e …. attento ai cani !!!!

  • Leggere i tuoi racconti mi permette di rivivere le emozioni che derivano dai bellissimi paesaggi che si incontrano pedalando e so’ che poi si arriva a cogliere quella bellezza aggiunta che si vede soltanto quando provi la grande soddisfazione per quello che stai facendo . Mi piacerebbe molto fare la tua esperienza e chissà forse arriverà il tempo anche per tutto questo. Intanto leggo il tuo diario e ne provo piacere nel vedere realizzarsi un tuo grande progetto. Con grande stima.

  • Bravo, tutto sembra andare bene, apparte il cane. Quando cambierai il fuso orario? Ormai c’è un bel po’ di gente che aspett di leggere il tuo racconto, questo se ce ne fosse stato bisogno, da un ulteriore e più alto senso a questa impresa. Un abbraccio

  • Ciao Dany. Non sapevo di questa impresa e sono contento che mi sia arrivato l indirizzo . Seguirò il viaggio da lontano ma stai tranquillo che sarò vicino a te per condividere quello che mi piacerebbe e che non farò mai… un abbraccio
    Ruggero

  • Grande Daniele, grazie per la precisione con cui descrivi le Tue avventura!Organizzazione e tenacia Ti porteranno lontano…esattamente nel posto che vuoi Tu!Siamo tutti con Te!Un abbraccio!

  • leggo il tuo diario appena posso.
    Bello!!!! è un’avventura e un impresa che molti di noi vorrebbero fare ma non osano.

  • Impresa epica…complimenti per la costanza e l’impegno costante che ci avesse messo. La mia è tutta “invidia” per la caparbietà che vi contraddistingue…bravi ragazzi!

  • Forza Daniele !!! Non ti abbattere e vai avanti ogni giorno in base a come ti senti.
    Escogita uno stratagemma per i cani : prendi un gatto e caricalo sulla bici. Quando li incontri lascia il gatto così avranno altro da fare e ti lasceranno in pace !
    Davvero caparbio e tenace …. complimenti e buona continuazione !!!

  • Ciao compare ho visto che hai qualche problemino non sottovalutare troppo la cosa forse una sosta non sarebbe male anche se so che le hai programmate comunque la cosa migliore è tenere alto lo spirito d’iniziativa e questo non ti manca ancora buona fortuna 🍀

  • Grande Dani !!! Leggo con entusiasmo il racconto di questa tua avventura….ti stimo molto…..mi stai facendo tornare la voglia di andare in bici…ma le rotaie della metro !!!!!! Mi sento un po’ in colpa….guidandola 🙂 …. Buona strada Dani 🙂

  • Ciao Dany….ho temuto il peggio….ma appeno ho letto che hai disdetto la camera e te ne sei andato ho capito che eri perfettamente sul pezzo!!!grande continua così un abbraccio

  • Ok. Un po di disavventure, ma tutto sembra funzionare, ormai siamo in tanti a seguire il tuo blog, anche i miei parenti americani, per fare una brutta battuta, non sono solo tre cani.
    Ahaha un abbraccio mauro

  • Come sempre ammirevole! La mia opinione su questa tua impresa è quella che riflette in te una persona di una straordinaria determinazione..Io un’avventura del genere potrei affrontarla al massimo in moto, essendo come sai un ex centauro. Complimentissimi ancora Daniele!!!

  • Bravo Daniele. Hai conquistato anche il cuore degli americani con la tua avventura !!
    Bravi i ragazzi che ti hanno aiutato, sistemando la bici .
    Sto viaggiando in America con te !!!
    Buona continuazione …. e sempre occhi aperti mi raccomando !!!
    Un abbraccio di incoraggiamento
    Debora

  • Certo che hai trovato molte persone gentili! Non ho capito se hai rifiutato il sacchetto con la colazione offerto oppure no! Grazie Daniele, sono in viaggio con te!

  • Ciao Daniele, ancora tanta ammirazione e rispetto per questa avventura, anche un po’ di invidia per il coraggio e la determinazione.
    Certo gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Per fortuna il mondo é fatto anche da quei ragazzi che ti riparano la bici gratis, e la signora che ti da il sacchetto col cibo.
    Buona pedalata, a domani

  • Ciao Daniele….
    Leggo con grande piacere il tuo diario, la tua impresa sarà fonte di enormi soddisfazioni personali, ma anche di orgoglio per i tuoi famigliari!!!!
    Forzaaaaaa!!!!

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